IGROSCOPICO PER RECUPERATORI
ENERGETICI
La Italcoat S.r.l. ( Gruppo LAMINAZIONE SOTTILE ) ha messo a punto
un nuovo rivestimento su Alluminio, in grado di assorbire e rilasciare
l’umidità dell’aria. Tale materiale è ideale per la produzione di
rotori utilizzati nel recupero energetico ( ENERGY RECOVERY ) |
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Periodo Invernale
Lo scambiatore è riscaldato dall’aria esausta proveniente
dall’interno. Intanto l’aria di ventilazione proveniente
dall’esterno viene riscaldata dallo scambiatore ed anche
arricchita di umidità rilasciata dal rivestimento igroscopico. |
Periodo Estivo
Lo scambiatore è raffreddato dall’aria esausta,
proveniente dall’interno. L’aria di ventilazione,
proveniente dall’esterno, è raffreddata le impoverendosi
anche d’umidità adsorbita dallo strato dal rivestimento
igroscopico. |
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Il recupero energetico
è basato su un trasferimento di calore sensibile, legato alle
differenza tra le temperature esterna ed interna,e su un trasferimento
di calore latente, legato alla condensazione-vaporizzazione dell’umidità
dell’aria adsorbita-desorbita dalla vernice igroscopica che
ricopre il supporto metallico. Il funzionamento è illustrato
nella figura sovrastante: |
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Tra i vantaggi
di tale rivestimento si può aggiungere una migliore resistenza
alla corrosione del rotore, in ambienti marini ( 500 ore in nebbia
salina - norma ASTM B117 ) e, mediante aggiunta di specifici prodotti
antibatterici e fungicidi; il rotore può limitare nel tempo,
la formazione e la crescita di batteri e funghi.
La sperimentazione condotta su PSEUDOMONAS AERUGINOSA, ESCHERICHIA
COLI, STAFILOCOCCUS AUREUS, ASPERGILLUS NIGER, CANDIDA ALBICANS e
BORDETELLA BRONCHISEPTICA hanno dato ottimi risultati valutando la
diminuzione della carica batterica inoculata sul materiale in funzione
del tempo ( da 0 a 35 giorni ).
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Il rivestimento prodotto in Italcoat, applicato su
laminati d’alluminio sgrassati e opportunamente pre-trattati superficialmente,
è costituito da un componente igroscopico in una matrice polimerica
spugnosa. L’igroscopicità è evidenziata dalla struttura cavernosa
della superficie (vedi figura sopra indicata) e l’idrofilia di tale
rivestimento è denotata dai valori di angoli di contatto praticamente
non misurabili perché molto bassi. In opposizione i rivestimenti a
base di zeoliti utilizzati come setacci molecolari hanno un carattere
fortemente idrofobo denotato da un angolo di contatto >50°. |
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